martedì 26 ottobre 2010

12

L'INCIDENTE ELLISSI
12
UNDICI CARTUCCE DI SOPRAVVIVENZA

Sopra due rampe di scale e oltre una porta ora sbarrata, l'appartamento era piccolo e intasato di mobili economici. Le pareti erano macchiate dal fumo e annerite dalla muffa, e le mattonelle scheggiate sul pavimento erano storte e incrostate.
A giudicare dall'odore di chiuso, non ci entrava nessuno da settimane.
Rassicurata per il fatto di non dover controllare la presenza di infetti, Sev si trascinò fino a un divano logoro, costringendosi a togliersi le scarpe prima di abbandonarsi contro i cuscini. Dopo la corsa, si sentiva come se le avessero piantato dei chiodi da fabbro nella caviglia. Controvoglia, si tirò sui gomiti e passò una mano sopra la pelle gonfia coperta dal calzino mezzo srotolato e si morse il labbro inferiore, pensierosamente.
Cercando di non farsi notare dai due compagni di fuga che rivoltavano l'appartamento da cima a fondo, prese il kit di pronto soccorso dalla borsa e saltellò fino al bagno, chiudendosi a chiave e appoggiandosi sul gabinetto mentre si toglieva la calza.
Come aveva immaginato, senza niente ad avvolgerla sembrava molto più gonfia, e la pelle aveva assunto un colore violaceo. La sfiorò con la punta delle dita e le ritrasse immediatamente.
Prese un rotolo di garza e cominciò ad avvolgerlo intorno alla caviglia, fermandosi per assicurarsi che fosse abbastanza stretto, ma non tanto da causarle ulteriori problemi. Era brava in questo: la sua passione per il pugilato le aveva insegnato l'uso del pronto soccorso molto più in fretta di quanto volesse ammettere, e dato che viveva da sola sapeva prendersi cura di sé stessa.
Avrebbe voluto metterci del ghiaccio, ma sapeva di non poterne trovare in quell'appartamento, vuoto e senza corrente da settimane, quindi si limitò a finire il bendaggio. Si alzò lentamente, appoggiandosi al lavandino impolverato per vedere se riusciva a camminarci sopra, e sussultò nel momento in cui il piede toccò terra. Sperando che gli altri non notassero il suo zoppicare, tornò verso il divano e si inginocchiò davanti al suo zaino, prendendo una scatoletta di carne e una confezione di anti infiammatori da prendere dopo.
Aveva appena cominciato a mangiare quando senti' un urlo trionfante dall'altra parte dell'appartamento, soffocato da un rimprovero brusco nella bassa voce tonante di Donovan.
Qualche secondo dopo Holly si precipito' nella stanza, sollevando un fucile da caccia e una scatola di cartucce come dei trofei di guerra sopra la testa, un ghigno trionfante sul volto pallido.
-Dio benedica l'America!-
Sev si sollevo' dalla sua posizione sdraiata, alzando i pugni in un gesto di vittoria
-ci voleva un po' di fortuna!-
La ragazza si rilasso', aprendo la scatola di cartucce mentre la pugile tornava a mangiare, lo sguardo ancora fisso su di lei. Holly fece un suono deluso con la lingua, appoggiandosi allo stipite della porta mentre Donovan le si avvicinava gettando uno sguardo sul fucile.
-mezza fortuna, più che altro. Questa bellezza ha solo undici cartucce rimaste.-
Tutti e tre abbassarono la testa all'unisono, involontariamente. Sev torno' a dedicarsi al cibo, smettendo di ascoltare i commenti a bassa voce fra Donovan e Holly che decidevano chi avrebbe tenuto il fucile. Non aveva senso partecipare alla discussione, considerando che non aveva mai sparato con un arma fino ad allora. Inoltre, la sua vista non era molto buona.
Finito di mangiare prese due pasticche dal blister di anti infiammatorio, mandandole giù senza acqua e masticando finche' la sua bocca non fu resa quasi insensibile dal sapore amaro. All'improvviso il divano lacerato su cui era sdraiata sembrava molto più comodo, e con la caviglia sollevata su un bracciolo riusciva quasi a non sentire niente. Girò la testa in modo da poter tenere d'occhio la porta e lasciò che le palpebre si chiudessero a poco a poco, scivolando in un sonno esausto e popolato di immagini di corpi sanguinanti e unghie e denti luridi di fluido grigio che laceravano la sua carne.

---------------------------------------------------------------------

Si sveglio' nella stessa posizione sul divano rigido, i muscoli tesi e la testa dolorante come se si stesse riprendendo da una sbronza.
Borbottando, si portò una mano fredda alla fronte, cercando di aprire le palpebre rese pesanti dalla stanchezza.
Luce arancione filtrava da dietro le persiane abbassate, dipingendo strisce sfocate sul suo corpo abbandonato, il pavimento e i mobili ammassati. Appoggiata con la schiena sul muro opposto alla finestra c'era Holly, una sigaretta stretta fra i denti, non la prima a giudicare dai mozziconi ai suoi piedi.
Si era tolta il giubbotto, mostrando un corpo magro e muscoloso, con le braccia esposte decorate da tatuaggi neri. Uno di questi risaliva lungo il collo sugli zigomi e finiva in una decorazione attorno all'occhio destro, che Sev aveva precedentemente scambiato per un livido. Aveva i capelli castano chiaro, corti e irregolari, e dei lineamenti duri, androgini.
La ragazza si rese conto di essere osservata e fece un vago saluto verso la pugile.
-per quanto ho dormito?-
-non molto. Tre ore al massimo.- soffio' una nuvola di fumo verso l'alto e rimase a fissare il soffitto.
-probabilmente troppo.- aggiunse cupamente. Sev non capì a cosa si riferiva finché non accenno' alla finestra e le sue orecchie cominciarono a registrare il suono che veniva dalla strada. Si alzo' di scatto, barcollando verso la finestra e osservando oltre le tapparelle.
-cristo...- si allontano', passandosi una mano fra i capelli e cominciando a girare per la stanza, momentaneamente dimentica della caviglia ferita.
-avreste dovuto svegliarmi, cazzo!- sbotto' poi.
-non servi a niente se crolli dal sonno.-
-non servo a niente neanche se siamo CIRCONDATI DA ZOMBIE!- scattò Sev, stringendo i pugni contro i fianchi. Donovan si era affacciato alla porta, osservandola. La camicia che portava era aperta sul petto, e in una mano teneva il fucile.
-non chiamarli cosi'. Gli zombie non...-
-E' ESATTAMENTE QUELLO CHE SONO!-
-non sappiamo se chi è stato morso si trasformi o idiozie simili...-
-Ma e' un cazzo di VIRUS! E' infettivo! Non ce ne sarebbero cosi' tanti la fuori se...-
Sev si fermo', respirando a fondo per calmarsi.
-ok. Ok. Dobbiamo solo fare un piano per...-
-chi ti ha detto che sei tu il capo adesso?-
Sev si fermo' e guardo' in basso verso la ragazza, ancora seduta per terra. Lei prese casualmente un altra sigaretta dal pacchetto in tasca e la accese usando le braci di quella che aveva appena finito.
-non sto cercando di comandare.-
-ci stai dando degli ordini. Questo e' comandare per me.-
-sto solo cercando di trovare un modo per uscire da questa situazione!-
Donovan si batte' casualmente la canna del fucile contro il palmo della mano, fissando alternativamente le due.
-nessuno ti ha chiesto suggerimenti, Sev.-
-allora proponete qualcosa! Qualsiasi cosa!-
-qualsiasi cosa, Sev? Potremmo sempre metterti k.o. Rubarti le attrezzature e usarti come esca per gli infetti mentre scappiamo. Siamo due contro una, e tu sei ferita.-
La voce dell'uomo era scesa a poco più' di un borbottio funereo, lo sguardo perso nel vuoto, il fucile inclinato casualmente a puntare la caviglia bendata della ragazza.
Holly si volto' lentamente a guardarlo, piegandosi in avanti, mentre Sev lo fissava in silenzio.
-Donovan, che cazzo stai dicendo?-
Lui rimase fermo per quelli che sembrarono minuti interi, poi sospiro', passandosi una mano sul volto.
-io... Non lo so. Non...-
Holly si alzo', schiacciando la sigaretta sotto il tacco e spolverandosi la cenere dal grembo.
-d'accordo allora. Si fa quello che dico io per adesso. Le liti e' meglio tenerle per dopo.-
Si allungo' per prendere il fucile dalla presa inerte dell'uomo e indico' il corridoio.
-scendendo dalla finestra del bagno potremo scendere sulla strada. C'e' un vicolo qui vicino stretto solo abbastanza per poterci passare in fila indiana, cosi' non rischiamo di essere attaccati in massa. Conosco alcune strade come questa. Possiamo cavarcela per un po'.-
Donovan annuì debolmente.
Sev si voltò e cominciò a raccogliere le sue cose, in cupo silenzio.



Chiedo scusa per l'infima qualità dell'editing di questo capitolo. Non ho nessuno che mi aiuti a farlo, e dato che quasi nessuno legge questa storia non ho neanche tutta questa motivazione a impegnarmi. -Eva D.

2 commenti:

  1. A me piace da matti e aspetto con impazienza il prossimo capitolo. Quel Donovan mi sembra un bel bastardo, ma le ragazze sono proprio simpatiche!
    Comunque, era ora che la povera Sev si facesse una bella dormita!

    RispondiElimina
  2. Sto leggendo ora ma mi accorgo che è l'ultimo capitolo!! Devo andare con ordine. A dopo..

    RispondiElimina