L’INCIDENTE ELLISSI
10
LA REGISTRAZIONE
L’appartamento di Holly era piccolo e disordinato come può esserlo l'abitazione di qualcuno che passa poco tempo in casa e che non ha molto talento per le pulizie.
Il pavimento era coperto di cartacce e lattine di birra e soda. Attorno al divano e al televisore ancora acceso spuntavano torri di riviste, giornali e dvd ammassati in pile frettolose.
Entrarono calandosi dalla finestra, per evitare di fare rumore su per le scale. Per esperienza, Holly e Donovan avevano capito che gli infetti sembravano essere attratti soprattutto dai suoni. Produrre troppo rumore significava attirare anche a decine, e guidando Sev verso le scale antincendio ne avevano allertati molti.
-scusa per il disordine. Stavo cercando di rimettere un po' di ordine, ed ero cosi' presa che mi sono, hm… persa l’inizio dell’infezione, in un certo senso.-
borbotto' la ragazza come per scusarsi. Sev cercò di sorriderle, ma scoprì di non riuscirci.
-non ti sei persa un granché, ad essere sinceri.-
L'unica luce nella stanza da cui erano entrati era data dalle immagini che danzavano sullo schermo del televisore. Sev si avvicino' incuriosita.
-siediti e dai un occhiata. Sono un paio d'ore che mettono lo stesso filmato. Intanto io e Holly cercheremo qualcosa da poter usare come arma.-
Borbottò Donovan, facendole cenno di sedersi sul divano. Nonostante la sua cordialità, sembrava avere l' atteggiamento brusco di qualcuno abituato a comandare da sempre.
Sev annuì nonostante le avesse gia voltato le spalle e si lascio cadere sul divano, provando un istantaneo piacere al contatto con i cuscini morbidi.
Il video era tremante e sfocato, la qualità appena maggiore di quella di un cellulare.
Da quello che si riusciva a distinguere, il fiilmato era fatto da un elicottero civile che sorvolava la citta' volando a bassa quota.
Il cameraman continuava a voltarsi da un lato all’altro, l'immagine che sfumava in una massa indistinta di pixel ad ogni movimento brusco, inquadrando a turno dei palazzi in fiamme e le colonne di macchine. sembrava ci fossero stati vari incidenti lungo le strade maggiori, e dense colonne di fumo nero si levavano verso il cielo.
L’elicottero fece una curva per evitarne una, e l'inquadratura si abbassò a mostrare un paio di gambe coperte da jeans luridi mentre il cameraman si piegava per tossire.
A prima vista sembrava che il video fosse muto, ma dopo un po' Sev si rese conto di come l'audio fosse stato semplicemente abbassato. Il cameraman non parlava, il caos proveniente dalla città era gia' un commento sufficiente.
Riconobbe il posto di blocco da dove si era separata dalla folla. Decine di persone si arrampicavano sulle macchine accatastate per sfuggire a quello che sembrava un gruppo di infetti. In un angolo, si erano raggruppati attorno a qualcosa in movimento.
La ripresa strinse su quel particolare. Nel gruppo di infetti, Sev riconobbe almeno un poliziotto in tuta antisommosse.
Erano chini su qualcuno, strappando brandelli di carne con unghie e denti. Il sangue schizzava sull’asfalto. Le gambe della vittima sussultavano, forse in un tentativo di liberarsi dagli aggressori. Si allontanarono un attimo e con un ansito, Sev riconobbe l’uomo con il megafono che aveva visto dare ordini alla gente di tornare nelle proprie case.
La scena cambiò bruscamente, tornando ad inquadrare l’interno dell’elicottero. Dietro il cameraman, qualcuno piangeva in lunghi singhiozzi patetici. Senza pensare, Sev si coprì le orecchie con le mani.
L'elicottero continuava a muoversi, sorvolando la città fino alla zona dei cantieri. Inquadratono la gru crollata, e per un attimo le sembrò di vedere, in un angolo, la figura familiare di una ragazza coperta di sangue che faceva a pezzi un infetto a martellate. Ma prima che potesse accertarsi di essere effettivamente finita in tv, la scena cambiò a sorvolare, brevemente, la zona industriale. Da un punto verso il confine della citta' veniva un enorme nuvola di fumo, e tutto quello che non era nascosto dal fumo era avvolto in quella strana nebbia. Prima di potersi accertare delle condizioni del luogo, l'elicottero entro' nel banco.
I singhiozzi dietro al cameraman si strozzarono e trasformarono in un lungo urlo angosciato, l'inquadratura che vibrava violentemente inquadrando la foschia, caduta sul pavimento dell'elicottero. Dopo qualche minuto di suoni incomprensibili, la telecamera si spense e il video ricominciò da capo.
Sev rimase seduta sul divano, ad osservare lo schermo, intontita.
Le cose erano andate in merda molto, molto più velocemente di quanto avrebbe mai potuto sospettare.
Holly e Donovan rientrarono nella stanza. Portavano degli zaini attrezzati, e in mano stringevano rispettivamente un lungo coltello da cucina e quella che sembrava una mazza da golf.
-non abbiamo trovato molte armi. Ad ogni modo credo che faremmo meglio a muoverci subito.-
Sev, che si era già affezionata alla morbidezza del divano, si alzò di malavoglia.
-ottimo. muoviamoci.- borbottò, ringraziando il cielo per essersi abituata a dormire poco. Erano quasi due giorni che non si faceva un sonno decente.
-ci serve un piano, però. Non possiamo andare alla cieca sperando di cavarcela.- aggiunse poi.
-a dire la verità era proprio quello il piano- rispose Holly, convinta. Donovan la squadrò.
-no che non lo era.-
-Bé, era il mio piano.-
Sev si guardò intorno.
-credo che gli ospedali, i centri di raccolta e le stazioni della polizia siano pieni di infetti, o come minimo di gente nel panico. Se avete una cartina, direi di segnare queste zone e prendere la strada che ci passa il più lontano possibile.-
I due obbedirono. Insieme, segnarono tutti i più probabili luoghi di pericolo, includendo anche supermercati e chiese, e disegnarono con il pennarello una zona circolare intorno, a rappresentare l’area di maggiore pericolo. Il centro, considerando quello che si vedeva nel video, tra l'altro vecchio di ore, era probabilmente un campo minato: se l’esercito aveva messo in quarantena l’area, considerando la velocità con cui l’infezione si propagava, probabilmente arrivati a quel punto avevano l’ordine di sparare a vista.
Anche per questo, decisero che il luogo migliore da cui allontanarsi era passando attraverso il quartiere industriale e trovare un modo di aggirare l’esercito, oppure unirsi sulla strada a un gruppo più grande. Soddisfatti per il loro "piano",nonostante fosse solo un abbozzo, decisero di mettersi in viaggio il prima possibile. Dallo sgabuzzino, Sev recuperò una mazza da baseball, sperando che fosse abbastanza resistente da reggere a uno scontro ravvicinato. Quindi, finiti i preparativi, si avviarono per uscire, passando di nuovo dalla finestra.
0 commenti:
Posta un commento